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Venerdì 14 maggio 2010 il Circolone ha vissuto una serata speciale. Infatti, grazie alla presentazione del libro FRANCO LANDINI - Tenete alte le nostre bandiere (curato dal nostro consigliere Gigi Marinoni e dal presidente Vittoriano Ferioli) ci siamo ritrovati in tantissimi a ricordare, col figlio Stefano, un grande amico del Fratellanza e Pace qual era Franco.

C’erano dirigenti e militanti sindacali (e non solo della CGIL), attivisti dell’ANPI, lavoratori e pensionati della Franco Tosi e tutta quella sinistra vecchia e nuova che, nonostante le botte subite negli ultimi tempi, non rinuncia all’ideale e fa il possibile per “tenere alte le nostre bandiere”.

La particolarità, la bellezza se volete, dell’incontro è stato vedere tante belle facce di tutte le età, dai vecchi partigiani sopra gli ottanta ai giovanissimi.

E non si è trattato della solita carrellata di interventi politici e sindacali alla “com’eran belli i nostri tempi”. Semplicemente Landini è stato ancora una volta catalizzatore di energie, di persone che si riconoscono e non si arrendono nonostante i tempi non siano dei migliori.

Si sono letti brani del libro, molti da parte degli autori stessi, come Pino Bravin e Gianni Ferrè, o l’assessore alla cultura Maurizio Cozzi. L’unico intervento ‘istituzionale’ è toccato a Antonio Pizzinato, segretario ANPI Lombardia, ma anche qui di retorico non c’era proprio niente: Pizzinato, compagno di Landini in tante battaglie politiche e sindacali, ha parlato a braccio ricordando l’amico proiettandone gli ideali nella gioventù di oggi, senza inutili verbosità e con tanto affetto. Emozionatissimo, ha sicuramente toccato il cuore di tutti i presenti.

Alle spalle dei relatori scorrevano, in un video a cura del MEC studio di Legnano, le immagini del libro, mentre da dietro il leggio dei ‘lettori’ giganteggiava lo stesso Landini in una foto col mitico ‘foglietto’ che sempre lo accompagnava nei suoi discorsi pubblici.

E poi la sorpresa dei milanesi Friser, che hanno da subito aderito con entusiasmo al nostro progetto, dalla struggente apertura di serata con la voce di Suso accompagnata dalla sola chitarra, agli interventi tra una lettura e l’altra, sino alle danze finali con la full-band (otto elementi!) che hanno elettrizzato i tanti rimasti a cantare le versioni ultramoderne di Morti di Reggio Emilia (grande la rilettura dub a cura di Papa Andy), Oltre il Ponte e così via sino al gran finale con Valsesia e Bella Ciao.

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